Sto accumulando troppa carta , troppi pensieri e sopratutto troppe parole.
Parole di tutti , troppi tanti .. forse le mie stesse sono superflue , ma da qualche parte le devo pure scaricare per non vomitarle in faccia al prima malcapitato amico che mi passa davanti.
Inizia sempre tutto da una canzone , una canzone ascoltata una volta , magari due e poi non fa che diventare padrona della tua mente.
Forse anche perchè bella musicalmente , e di certo non per il testo di cui ignoro completamente il significato (non è ne in inglese ne in italiano) , Forse anche perchè non comprendendo il significato essa viene arricchita solo dai miei pensieri e da me idealizzata come fosse un inno devoto alla mia eterna tristezza che alla fine non capisce nessuno.
Molti dei miei più cari amici ogni tanto ne colgono qualche sfumatura , magari qualche lacrima , altri ... lunghi silenzi.
Ed è questa sconosciuta ed incomprensibile canzone che ne scatena con violenza la collera , tanto con me stesso quanto per il fatto che l'amo.
Amo i vuoti che crea e che mi creo per darle spazio , la tristezza come il dolore vanno , come l'amore , coltivati.
Ed è la musica che sparge in un sempre più arido terreno semi di una rinnovata , e forse eterna, incertezza.Semi che mi trovo ad accogliere e a nutrire con quel poco di umido che ancora riesco a togliere dalle guance.
Vivo da sempre intrappolato nelle due facce che autoproduco e combatto a giorni ( a volte ore) alterni.
Razionale per molti , triste ed emotivo per i pochi che hanno il coraggio di annegare nei miei pensieri neri , quei vagiti di neonato che piange perchè già disperato di essere nato.
Ho bisogno però di vivere anche queste ombre e (putroppo per te che leggi) condividerle con qualcuno che abbia anche voglia solo di insultare per le stronzate (o presunte tali) che scrivo.
Credo , ma ne ho quasi la certezza , che se non facessi cosi impazzirei. Anche se oramai credo di essere ben direzionato verso la pazzia devo ancora consumare un po di quella sanità che mi è rimasta perchè non voglio avere più nemmeno un barlume di ragione quando avrò solo camici bianchi con cui rapportarmi.(Sto sorridendo mentre scrivo).
E' davvero esagerata la riga sopra , ma chi mi conosce bene le mie storie sa da dove arrivano ste uscite .
I camici bianchi nn sono solo in un manicomio , o peggio , in un desolato reparto psichiatrico di prima cintura.
Esistono e accompagnano tutta la nostra esistenza ... quelli che ti danno sempre ragione , che si scusano se si comportano male , che piangono se ti feriscono , che mentono quando ti fanno quell'iniezione di vitamine che vitamine non sono, quelli che insomma , venendo pagati per badare alla pulizia del tuo culo , di quello si occupano e nient'altro .. oltre che ovviamente riscuotere lo stipendio a fine mese.
Eppure lo fanno per la tua salute, ti curano , anzi si prendono cura di te , quasi ti amano erodendo giorno dopo giorno anche la tua follia.
Addormentadola.
Ammazzandola.
Ma se mi guardo bene intorno , con queste enormi cuffie in testa , mi sembra che mi stiano spiando da dietro la mia scrivania ... tutti questi camici.
Credo incomincerò a studiare un piano elaborato per evadere immediatamente da questa stanza , perchè sento già mille occhi addosso , non posso fare a meno di sentirmi osservato , e se stai leggendo ancora potrebbe capitare anche a te , ora , di volerti guardare le spalle.
Decido di evadere in silenzio perchè il rumore sveglia , e io non ho proprio voglia di svegliare nessuno.
Grazie ai Sigur Ros per avere composto la colonna sonora della mia personale e soliaria fuga.(Svo hljótt- Takk).
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